Love Lies Bleeding: melodramma nel pulp queer
Love Lies Bleeding è il secondo lungometraggio di Rose Glass e arriva nel 2024 dopo un percorso festivaliero che ne ha subito definito il profilo: cinema di genere, ma storto, nervoso, attraversato da una tensione sentimentale che non si lascia addomesticare. Al centro ci sono Lou e Jackie, interpretate da Kristen Stewart e Katy O’Brian, due donne che si incontrano in un ambiente segnato dal bodybuilding, dalle ambizioni personali e da una famiglia tutt’altro che pacificata. Il film parte da lì e trasforma un legame amoroso in un corpo a corpo con desiderio, controllo e violenza.
Glass costruisce una storia che assomiglia a un thriller romantico, ma lo sporca con colori pulp e con un’energia quasi da B-movie elevato di tono. La palestra, i muscoli, la disciplina del corpo non sono semplici dettagli di sfondo: diventano il linguaggio del film. Jackie vive il bodybuilding come vocazione e come misura della propria identità; Lou si muove invece in un mondo più opaco, familiare e domestico, dove la pressione emotiva arriva dall’esterno e si accumula senza scarico. La loro relazione non è raccontata come rifugio, ma come forza che amplifica tutto il resto: l’attrazione, la paura, la rabbia, la vulnerabilità.
Uno dei punti di forza del film sta proprio nel modo in cui tiene insieme registri diversi. Da un lato c’è il melodramma, con una storia d’amore che cerca spazio dentro una realtà brutale. Dall’altro c’è il thriller, che avanza per attrito e rende ogni gesto più carico del necessario. Rose Glass non cerca la levigatezza: preferisce un andamento secco, spesso teso, e un immaginario fisico che insiste su corpi, ferite, sudore, posture. Il risultato è un film che non chiede mai di essere letto come semplice storia d’amore queer, perché il suo interesse sta anche nel mostrare come il desiderio possa diventare una forma di potere e di rischio.
Kristen Stewart porta a Lou una qualità trattenuta, quasi tratteggiata per sottrazione, mentre Katy O’Brian dà a Jackie una presenza più diretta, muscolare, ma capace di lasciare intravedere fragilità e ostinazione. È l’intesa tra le due a dare al film il suo asse emotivo. Attorno a loro, il conflitto familiare e la violenza non servono solo a creare ostacoli narrativi: definiscono il clima del film, che resta costantemente in bilico tra intimità e minaccia. Non c’è compiacimento nel modo in cui la regia affronta il lato più duro della vicenda; c’è piuttosto la volontà di far sentire quanto il legame tra le due protagoniste sia esposto, instabile, continuamente messo alla prova.
Al momento dell’uscita, Love Lies Bleeding è stato letto come un titolo capace di coniugare impianto indipendente e gusto per il genere, anche grazie alla produzione A24 e Film4. Il film ha circolato prima nei festival e poi nelle sale italiane con distribuzione Lucky Red, arrivando il 12 settembre 2024. In Italia è stata documentata anche la presenza di un doppiaggio, mentre oggi il titolo risulta reperibile in digitale e in home video, con schede attive su piattaforme italiane e edizioni fisiche rintracciabili sul mercato.
In sintesi, il film di Rose Glass funziona quando lascia che i suoi elementi si urtino: il romanticismo e la ferocia, il corpo allenato e quello ferito, la tensione privata e il gusto per il grottesco. Non è un’opera morbida, né cerca di esserlo. Proprio per questo lascia una traccia netta.



